AFROAMERICANS

da mercoledì 15 a venerdì 17 giugno

Sede del Conservatorio

AFROAMERICANS

Mercoledì 15 giugno

Chiostro del Conservatorio, ore 21

LECTURE-CONCERT

LECTURE

Billy Strayhorn: “Seldom Seen, But Always Heard”

Walter van de Leur racconta la musica e la vita di Billy Strayhorn

 

Per oltre trent’anni, fino alla sua morte nel Maggio del 1967, Billy Strayhorn lavorò con Duke Ellington in veste di compositore, arrangiatore e pianista. Di sedici anni più giovane di Ellington e di solida formazione classica, Strayhorn divenne il più stretto collaboratore musicale di Ellington. Il contributo di Strayhorn alla Ellington Orchestra è stato molto più significativo di quanto si possa pensare.

Con composizioni come Chelsea Bridge, ricca di armonie classiche, oppure Take the “A” Train, con la sua notevole scrittura orchestrale, Strayhorn ha modernizzato il suono dell'orchestra e ha aperto nuovi orizzonti compositivi, non solo per Ellington, ma per una serie di compositori e orchestratori moderni.

Oltre a comporre molti brani originali, Strayhorn ha anche arrangiato centinaia di canzoni popolari e ha continuamente rivitalizzato il repertorio della band; ha inoltre collaborato con Ellington per progetti più ampi come le suite, un musical di Broadway e colonne sonore per film e tv; ebbe un ruolo importante anche in un numero significativo di composizioni originali di Ellington, per le quali non ha mai ricevuto il giusto riconoscimento.

Walter Van de Leur foto copia

Walter van de Leur è uno dei più autorevoli studiosi di musica afroamericana a livello internazionale.

Ha ricevuto un Ph.D. presso l'Università di Amsterdam (UVA) per la sua ricerca su Billy Strayhorn, poi pubblicata col titolo Something to Live For: The Music of Billy Strayhorn (New York: Oxford University Press, 2002). Questo libro ha ricevuto l'Irving Lowens Book Award 2003 for Distinguished Scholarship dalla Society of American Music.

Ha condotto ricerche approfondite presso la Duke Ellington Collection con due consecutive borse di studio dello Smithsonian Institution a Washington DC, e, inoltre, ha studiato e catalogato l’eredità musicale di Billy Strayhorn nell’archivio della sua tenuta, a Pittsburgh, in Pennsylvania.

La sua ricerca per la DutchJazz Orchestra ha portato alla realizzazione di sei CD contenenti brani pressoché dimenticati di Strayhorn (1995 e 2002), Mary Lou Williams (2005) e Gerry Mulligan e Gil Evans (2008).

Van de Leur insegna al Conservatorio di Amsterdam, dove è Coordinatore della Ricerca sia nel Master di Jazz sia in quello di musica Classica, docente di Storiografia del jazz nel Master di jazz, docente di Storia della Musica nel Bachelor di Jazz. È inoltre docente di Jazz e musica improvvisata presso l’Università di Amsterdam.

Ha collaborato in qualità di Principal Investigator e Senior Researcher a Rhythm Changes (2010-2013), un progetto finanziato dal programma di ricerca HERA che è co-finanziato dalla Comunità Europea. In tale veste, Van de Leur ha diretto le Conferenze Jazz and National Identities nel 2011, e Jazz Beyond Borders nel 2014 tenutesi entrambe presso il Conservatorio di Amsterdam.

A partire da settembre 2015, è Principal Investigator e Senior Researcher per CHIME (Cultural Heritage and Improvised Music in European Festivals), finanziato della Comunità Europea nell'ambito del programma JPI Cultural Heritage.

Van de Leur è nel comitato editoriale di Jazz Perspectives, una rivista pubblicata da Routledge, per la quale ha curato un numero speciale su Ellington (6: 1-2, 2012).

Scrive regolarmente anche per numerose riviste accademiche tra le quali Music and Research (Università di Oslo), per la rivista della Royal Society for Music History in the Netherlands (Utrecht University) e per Jazz Series (University of Michigan).

CONCERT

Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn)

Nel centenario della nascita di Billy Strayhorn (1915-1967), Antonella Chionna decide di approfondire la figura dell’arrangiatore, compositore e pianista statunitense, noto soprattutto per la trentennale collaborazione col compositore e direttore d'orchestra Duke Ellington per il quale compose e orchestrò molti dei brani che resero famosa la sua orchestra. Un percorso musicale audace che rivisita tredici composizioni di Billy Strayhorn. Ad accompagnarla in questo viaggio il chitarrista e compositore Andrea Musci. Il duo, composto dai due artisti tarantini, nasce nelle aule del Conservatorio di Musica "Nino Rota" di Monopoli; un duo "atipico" nella concezione del suono e nella scelta dei materiali oggetto di studio e rielaborazione, un dialogo a due tra "voci" che sanno spaziare dalla tradizione alla sperimentazione in uguale misura, senza perdere di vista l'importanza del ruolo ricoperto dall'improvvisazione. La loro rilettura di "Left alone” è presente nell'antologia "Hunger And love: tribute to Billie Holiday" (Dodicilune, 2015).

Antonella Chionna è nata a Taranto nel 1990. E’ musicista e scrittrice; diplomata in “Canto Jazz” e in “Musica Jazz”, presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, ha la possibilità di formarsi in Italia e all’estero con docenti di fama internazionale. Svolge attività concertistica e produzione artistica in campo musicale e discografico: nel 2013 pubblica Adiafora Dodicilune, nel 2015 Halfway to dawn (sing a song of Strayhorn) Dodicilune. Sul fronte letterario, ha portato avanti il filone di matrice classico alla base dei suoi studi, coniugando letture specializzate della tradizione letteraria alla ricerca di nuove forme espressive. Si è formata presso i salotti di Fucine Letterarie, qui ha avuto la possibilità di confrontarsi con esponenti di spicco della letteratura poetica italiana: ha pubblicato nel 2012 Epifanie baritonali Lupo Editore, nel 2014 Poghenos Lietocolle.

 

Si è esibita in Italia, Turchia e USA.   Chionna foto - live copia

 

Andrea Musci è nato a Taranto nel 1983. E’ chitarrista e compositore; cresciuto come musicista autodidatta, ha frequentato lezioni di canto e chitarra. E’ diplomato in “Chitarra Jazz”, presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli sotto al guida dei Maestri Domenico Caliri e Gianni Lenoci. Ha inoltre frequentato masterclasses e seminari con: Peter Bernstein, Barry Harris, Rosario Giuliani, Marc Ducret, Jason Lindner, Keith Tippett, Daniele Bravi. E’ autore di numerose composizioni, tra cui alcune canzoni, in cui esplora un linguaggio personale ispirato da jazz, rock, r’n’b e world music; attualmente sta lavorando al suo primo progetto discografico. Ha suonato in Italia, Bulgaria e Israele.   

Andrea Musci 2 copia

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